La Valorizzazione dei Prodotti

Venezia: una città che non si limita a sorgere sull’acqua, ma che dall’acqua trae la sua anima più profonda. È un legame ancestrale, celebrato ogni anno con la Festa della Sensa, in cui il Doge si unisce simbolicamente al mare, suggellando un’unione sacra tra il potere terreno e l’elemento che ha reso eterna la Serenissima.

Questa vocazione marittima, straordinaria e irripetibile, ha sempre richiesto uno sguardo attento al futuro: una riflessione costante sull’equilibrio tra innovazione e rispetto dell’ecosistema, sulla gestione armoniosa di un territorio complesso e sulla mobilità, tanto all’interno quanto all’esterno della laguna. Una visione che oggi deve divenire uno dei capisaldi irrinunciabili della Venezia che verrà.

In questo scenario unico, Cipriani si distingue come espressione autentica di eccellenza. Non si tratta semplicemente di ospitalità o cucina raffinata, ma di un’idea precisa di lusso: offrire l’essenziale nella sua forma più pura e impeccabile. Un lusso fatto di rigore, coerenza e passione, che attraversa ogni gesto, dal campo alla tavola, fino a ridefinire l’intera esperienza gastronomica.

I menù Cipriani sono il riflesso di una tradizione viva e vibrante, costruita attorno ai grandi classici della cucina veneta e italiana. Portate che raccontano storie: il Carpaccio, creato da Giuseppe Cipriani negli anni Cinquanta in omaggio a Vittore Carpaccio – oggi celebrato alla Pinacoteca di Brera con una didascalia che ricorda la nascita del piatto all’Harry’s Bar; i tagliolini gratinati al prosciutto, il fegato alla veneziana, le trippe alla parmigiana, i ravioli artigianali, gli scampi al curry con riso pilaf... fino ai dessert leggendari e ai cocktail iconici che hanno fatto la storia.

Tra questi, il Bellini, simbolo di eleganza e freschezza, immortalato anch’esso alla Pinacoteca di Brera sotto un dipinto del maestro rinascimentale, accompagnato da una frase che ne suggella l’eredità:

 “Nel 1945 la libertà esplose nel mondo e liberò le anime dalla tragedia della guerra. Nel 1949 Giuseppe Cipriani all'Harry's Bar di Venezia, in onore della pace, creò una bibita che univa la freschezza e il colore delle pesche alla vivacità dello spumante. In quei giorni a Palazzo Ducale c'era la mostra del Giambellino. Giuseppe pensò di associare il nome della bibita alla fama immortale del grande pittore. La chiamò Bellini che continua a celebrare l'arte e la libertà in tutte le terre conosciute.”.

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